Beni contenenti amianto: come avviene la bonifica

Beni contenenti amianto: come avviene la bonifica

Ancora troppo amianto nelle case e negli edifici pubblici italiani. Nonostante la sua commercializzazione sia vietata dal 1992 (l. 257/1992), la bonifica degli ambienti è ancora lontana dall’essere completata: secondo i dati di Legambiente è avvenuta appena nel 2% dei casi. La data magica entro cui tale sostanza dovrebbe sparire da ogni dove è il 2028. Questo prevede una risoluzione europea.

L’amianto e gli effetti collaterali sulla salute

L’amianto è un materiale che, a partire dall’inizio del Novecento, ha trovato un largo uso nel settore dell’edilizia per le sue molteplici caratteristiche tecniche: ottimo isolante termico e acustico, ottima resistenza al fuoco, agli acidi e alla trazione. Tra il 1945 e il 1992 in Italia sono stati lavorati 5,6 milioni di tonnellate di amianto grezzo, utilizzati in tantissimi modi diversi (dalle caldaie ai pavimenti, dai tetti alle tubature, dai pannelli divisori ai serbatoi per l’acqua). Nel corso degli anni ci si è però resi conto che l’amianto aveva dei gravi limiti: se le sue fibre sono danneggiate si polverizzano e possono causare malattie estremamente pericolose per l’uomo, come il cancro della pleurale o del peritoneo (mortale nel 95% dei casi) o il mesotelioma (non curabile, morte entro 12-18 mesi dalla diagnosi).

I vari tipi di bonifica

Per stabilire il tipo di bonifica la ditta specializzata addetta ai lavori deve in primis valutare lo stato dell’amianto: sarà questo a determinare il tipo di intervento.

RIMOZIONE E SMALTIMENTO AMIANTO – Questo tipo di bonifica è definitivo, ma è anche il più pericoloso. Proprio per questo può essere eseguito solo da ditte iscritte in un apposito albo speciale e il piano dei lavori deve essere presentato all’ASL.

Per limitare i rischi di contaminazione l’area di bonifica deve essere circoscritta e messa in sicurezza. L’amianto viene poi trattato per evitare la dispersione delle fibre nell’aria e quindi rimosso e chiuso in pallet o buste particolari per essere trasportato in discariche abilitate. È questo il tipo di bonifica che si adotta per i materiali in matrice friabile.

INCAPSULAMENTO AMIANTO – Con questa procedura il manufatto contenente amianto non viene rimosso, ma messo in sicurezza con dei prodotti che lo rivestono e che fanno sì che le fibre di amianto siano fissate al materiale e non possano disperdersi nell’aria. In questo caso deve essere pianificato anche un programma di controllo del lavoro svolto.

CONFINAMENTO AMIANTO O SOVRACOPERTURA – Tecnica ormai poco usata, prevede di creare una nuova copertura su quella esistente, purché questa sia in grado di sopportare il peso aggiuntivo.

Chi può effettuare la bonifica

La bonifica dell’amianto deve essere realizzata soltanto dalle ditte specializzate iscritte all’Albo gestori ambientali – categoria 10. Gli operatori, in possesso di un apposito patentino, durante la bonifica devono utilizzare i dispositivi di protezione individuali.

Usufruisci dei Bonus

Per la rimozione dell’amianto esistono agevolazioni fiscali per imprese, enti pubblici e privati cittadini. Si tratta dell’Ecobonus, del bonus ristrutturazioni, del super bonus 110% e del bonus amianto (quest’ultimo solo per le ditte). Occasioni in più per rendere più sano e sicuro il proprio ambiente.

Se hai anche tu il problema dell’amianto in casa o in ufficio per risolverlo puoi rivolgerti a Ecologia Oggi Spa, con sede a Lamezia Terme (CZ), in Via Cassoli, n. 18. Per informazioni puoi visitare il nostro sito ecologiaoggi.it, scrivere una mail a info@ecologiaoggi.it o telefonare allo 0968.442032. Operiamo in tutta la Calabria e in tutti i Comuni della provincia di Cosenza, Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia, Catanzaro (Lamezia Terme) e nel Sud Italia.



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